Castiglione di Sicilia " il Convivio "
Da il Convivio n. 3 : Luglio-Settembre 2008)
Ingemi Andrea, Ch’io sia Poesia (ed. Bastogi 2008, Foggia).
Il poeta per antonomasia è sensibile umanamente e partecipa
delle gioie e dei dolori della sua gente, per Andrea Ingemi
la lirica non è solo questo, è anche e soprattutto il modo
più consono per interpretare il reale e i moti del suo animo.
Una tela, è la poesia, su cui dispiega i suoi dubbi e da cui riesce
ad addivenire alle soluzioni più insperate. In “Ch’io sia
Poesia” l’intento dell’autore è palesemente dichiarato la poesia
è la chiave di volta per aprirsi e decifrare il mondo, ecco
perché questo accorato auspicio, divenire un’unica cosa con
l’opera che egli stesso, quasi inconsciamente crea. I versi di
Ingemi sono pregni di sentimenti palpitanti, un fremito perpetuo
di un cuore inquieto: “Le nuvole nere / di questa ambigua
/ giornata / chiudono / l’ultimo frammento / di luce /…lo
splendore che fu e che adesso non è più”. Interessante anche
la concezione spazio-temporale del tutto unica che si unisce
all’ansia di non vivere pienamente la vita come va veramente
vissuta: “Nulla ci appartiene / del domani / solo l’oggi. / Verrà
/ il giorno incerto, si apriranno / nuovi orizzonti / solo se abbiamo
/ saputo vivere, / solo allora / il domani / verrà da sé”. E
ancora l’assillo del tempo ritorna: “Non ci rendiamo conto /
che oggi / è sempre / domani / che viviamo sempre / con
quanto abbiamo / avuto e saputo / gustare ieri”, ma a tratti una
fievole certezza balena nella coscienza di questo poeta: “…la
vita e un attimo e un attimo è tutta la vita”. Adagio, ma con un
analisi che non ha nulla di logico ma è puramente affettiva,
schiude le bifore del suo animo, quasi ad estendere il suo invito
alla riflessione emotiva ad un potenziale e involontario lettore:
“Lentamente / scorro le pagine / del mio vissuto. / Lentamente,
e / affannosamente / ma nulla / torna alla mente”.
Un ritmo cadenzato che segue le varie tonalità della passione
che lo pervade, una passione debordante alcuni momenti:
“Cosa si può dare…/ se non il cuore / che pulsa / per amore”,
ma ancora di più quando questa passione si fa carnale:
“Come bestia / ti vorrei, / atavica bestia avvinghiata al mio
corpo / con ogni lembo / di pelle / appassionata, / vogliosa”.
Sbroglia la matassa dei sentimenti umani e fra essi non po’
certo mancare il momento dello sconforto del confronto esistenziale
con il “vuoto dell’esistenza” ma non è nichilista Ingemi,
tutt’altro, è il suo amore e attaccamento alla vita e la sua
indefessa ricerca di ogni impercettibile e profondo significato
che muove la sua penna.
Lucia Paternò
*segnalato da Andrea*
Da il Convivio n. 3 : Luglio-Settembre 2008)
Ingemi Andrea, Ch’io sia Poesia (ed. Bastogi 2008, Foggia).
Il poeta per antonomasia è sensibile umanamente e partecipa
delle gioie e dei dolori della sua gente, per Andrea Ingemi
la lirica non è solo questo, è anche e soprattutto il modo
più consono per interpretare il reale e i moti del suo animo.
Una tela, è la poesia, su cui dispiega i suoi dubbi e da cui riesce
ad addivenire alle soluzioni più insperate. In “Ch’io sia
Poesia” l’intento dell’autore è palesemente dichiarato la poesia
è la chiave di volta per aprirsi e decifrare il mondo, ecco
perché questo accorato auspicio, divenire un’unica cosa con
l’opera che egli stesso, quasi inconsciamente crea. I versi di
Ingemi sono pregni di sentimenti palpitanti, un fremito perpetuo
di un cuore inquieto: “Le nuvole nere / di questa ambigua
/ giornata / chiudono / l’ultimo frammento / di luce /…lo
splendore che fu e che adesso non è più”. Interessante anche
la concezione spazio-temporale del tutto unica che si unisce
all’ansia di non vivere pienamente la vita come va veramente
vissuta: “Nulla ci appartiene / del domani / solo l’oggi. / Verrà
/ il giorno incerto, si apriranno / nuovi orizzonti / solo se abbiamo
/ saputo vivere, / solo allora / il domani / verrà da sé”. E
ancora l’assillo del tempo ritorna: “Non ci rendiamo conto /
che oggi / è sempre / domani / che viviamo sempre / con
quanto abbiamo / avuto e saputo / gustare ieri”, ma a tratti una
fievole certezza balena nella coscienza di questo poeta: “…la
vita e un attimo e un attimo è tutta la vita”. Adagio, ma con un
analisi che non ha nulla di logico ma è puramente affettiva,
schiude le bifore del suo animo, quasi ad estendere il suo invito
alla riflessione emotiva ad un potenziale e involontario lettore:
“Lentamente / scorro le pagine / del mio vissuto. / Lentamente,
e / affannosamente / ma nulla / torna alla mente”.
Un ritmo cadenzato che segue le varie tonalità della passione
che lo pervade, una passione debordante alcuni momenti:
“Cosa si può dare…/ se non il cuore / che pulsa / per amore”,
ma ancora di più quando questa passione si fa carnale:
“Come bestia / ti vorrei, / atavica bestia avvinghiata al mio
corpo / con ogni lembo / di pelle / appassionata, / vogliosa”.
Sbroglia la matassa dei sentimenti umani e fra essi non po’
certo mancare il momento dello sconforto del confronto esistenziale
con il “vuoto dell’esistenza” ma non è nichilista Ingemi,
tutt’altro, è il suo amore e attaccamento alla vita e la sua
indefessa ricerca di ogni impercettibile e profondo significato
che muove la sua penna.
Lucia Paternò
*segnalato da Andrea*